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The chicken soup
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Racconto la mia esperienza creativa con la ceramica

Il mio sacchetto fiorito

thechickensoup, 10 Maggio 202429 Maggio 2025

Racconto la mia esperienza creativa con la ceramica

In questo nuovo articolo, vi racconto la mia esperienza creativa con la ceramica. Scopriamo insieme quali emozioni mi ha suscitato il mio primo incontro con l’argilla e cosa succede nel laboratorio di Agnese, ceramista sul Lago d’Orta.

Da ragazzina mi cimentavo spesso con pennelli e tempere…

Qualcosa mi usciva dignitosamente bene, qualcosa era un vero paciocco. Il mio passatempo preferito aveva il nome di découpage, ovvero una tecnica decorativa che consiste nel ritagliare pezzi di carta illustrati e nell’applicarli sull’oggetto che si sta decorando. Mi perdevo tra una pennellata e l’altra, tra quei tanti frammenti di carta minuziosamente ritagliati e pronti da incollare. Quando sono cresciuta, però, lo studio è diventato più impegnativo con l’università e il lavoro, poi, ha dato il colpo di grazia, cancellando totalmente il mio cimento artistico, scegliendo il sonno rispetto a qualsiasi altra cosa potessi fare, una volta libera, la sera dopo cena.

Da tanto, però, avvertivo la mancanza di una componente creativa nella mia vita quotidiana…

Così ho iniziato le ricerche e sono approdata sul profilo Instagram di Agnese, una ragazza che lavora la ceramica nel suo laboratorio tra il Lago d’Orta e il Lago Maggiore; ammaliata dalla nobile arte che genera tazze e vasi unici, decido di iscrivermi a un workshop di ceramica organizzato proprio da lei.

Agnese

… vive sopra Omegna, in provincia di Verbania, a Gattugno per la precisione, in un paesino che sfiora le montagne e che si raggiunge percorrendo molte curve, tra deliziose casette. Appena arrivata, resto estasiata dal suo piccolo laboratorio: al centro, un tavolino apparecchiato per la nostra pratica, sul lato destro una stupenda esposizione degli oggetti creati da lei e ora in vendita, e, sul fondo, dietro al tornio e al forno, una finestra che fa penetrare nella stanza una luce calorosa. Mi metto il mio grembiule e iniziamo a lavorare una piccola palla di argilla umida e fresca, che si lascia modellare sotto le mie inesperte dita e obbedisce a qualsiasi forma io decida di darle.

Agnese mi insegna la tecnica del pizzicato

… ed è come se non avessi mai usato le dita. Tra un pizzico e l’altro, l’argilla sorprendentemente si trasforma. Prima un manico, poi una base, poi un buco, poi una ciotola. Ancora qualche sforzo ed eccola qui: la prima tazza della mia vita. Dopodiché, passiamo alla decorazione. Inizio ad adoperare strumenti mai maneggiati prima, come l’ago per argilla e il bisturi, e mi servo dei semplici prodotti della natura come stencil, giocando sulle decorazioni finali. Scelgo una fogliolina di salvia e mi diverto a schiacciarla delicatamente con i polpastrelli, prima su un lato della tazza poi sull’altro, per imprimere la sua forma e i suoi gradevoli dettagli sulla mia piccola opera d’arte.

La foglia perirà, ma le sue nervature rimarranno per sempre impresse nell’argilla.

È il momento del manico, il primo a essere creato e l’ultimo ad essere assemblato. A questo punto Agnese, mi introduce la barbottina, ovvero un impasto di acqua e argilla molto più liquido, che serve da legante per sposare il manico alla sua tazza. Qualche premurosa pennellata e un po’ di pressione con gli ormai audaci polpastrelli, ed ecco che la tazza è finita. Quello che inizialmente era un tondo e misterioso composto, ora è diventato un utensile da cucina. Agnese si prenderà cura della mia tazza, la quale verrà prima cotta in forno elettrico a più di 900° e, infine, colorata attraverso la pratica della smaltatura e, fra circa un mese, potrò passare a ritirarla.

Herman Hesse

…scrisse una speranza assoluta, che cito: “Ah se si potesse conservare un sacchetto di tutto ciò che è bello e risparmiarlo per i tempi grami” e, nel mio sacchetto delle cose belle, aggiungo questa dolce esperienza. Le mani agivano inconsciamente, guidate da un consapevole tatto inesperto, desiderose e attente nel creare qualcosa che prima non esisteva. I polpastrelli come marionette improvvisate sopra l’umido spessore argilloso.

Una delicatezza a me sconosciuta maneggiava la tazza, con cura e lentezza, per donarle esistenza.

L’indice immerso nell’acqua, accarezzava di tanto in tanto le linee del futuro oggetto per togliere l’aria in eccesso e assicurare al recipiente una maggiore solidità. Un’artigiana improvvisata, alla quale, a ogni passaggio, diventa sempre più nota l’essenziale cura che genera gli oggetti che abitano comunemente le nostre case. La tazza non è più un oggetto scontato, perché consapevole di quanta tecnica e apprendimento si nutre anche il più piccolo utensile. Ciò che è bello è percepire e vedere, col cuore e con gli occhi, che ciò che prima era semplice natura, ora prende vita nell’abbraccio premuroso di due tiepide mani. E ti senti capace di cose meravigliose, l’anima cullata dal gentile soffio artistico, un momentaneo e meritato distacco dal brusio del mondo.

Cosa c’è nel vostro sacchetto fiorito? 

Fatemi sapere cosa ci mettete dentro e ciò che c’è di bello per voi nei commenti nel box qui sotto!

Cosa ne pensi del racconto sulla mia esperienza creativa con la ceramica?

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Trovi altri racconti QUI

Per scoprire Agnese e le sue meravigliose creazioni, cliccate qui sotto:

CERAMICHE FATTE A MANO TRA LAGHI E MONTAGNE

Scopri Agnese e il suo laboratorio

Photo credits Pixabay 

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Comments (6)

  1. Agnes ha detto:
    22 Giugno 2024 alle 10:43

    Leggere le parole di Sara è stato emozionante. Sembrava di tornare proprio a quel giorno e vivere l’esperienza coi suoi occhi. Magia ✨

    Rispondi
    1. thechickensoup ha detto:
      23 Giugno 2024 alle 19:37

      Grazie a te Agnes per aver reso questa magia possibile! Sei un’artista speciale ✨

      Rispondi
  2. Marinella ha detto:
    24 Giugno 2024 alle 10:23

    Il mio ultimo sacchetto fiorito è pieno della conoscenza tua e di tante donne con le quali abbiamo condiviso bellissime parole!

    Rispondi
    1. thechickensoup ha detto:
      24 Giugno 2024 alle 21:03

      Marinella sei sempre dolcissima 💞 Vedrai quante cose belle ancora metteremo nel nostro sacchetto fiorito 🌻

      Rispondi
  3. Desi ha detto:
    3 Luglio 2024 alle 16:45

    Il mio sacchetto fiorito è composto da parole dolci ed amorevoli, anche quando intorno sembra andare tutto per il verso sbagliato!

    Rispondi
    1. thechickensoup ha detto:
      5 Luglio 2024 alle 21:46

      Grazie Desi per aver letto la mia storia ❤️
      Ti auguro di ritrovare sempre la spensieratezza ogni volta che guarderai nel tuo sacchetto fiorito e ci ritroverai dentro parole, gesti e sorrisi a te cari ✨

      Rispondi

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The chicken soup è un blog che tratta di viaggi e scrittura creativa. Sono Sara Gallo, aspirante travel blogger e scrittrice.


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